Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Dico la mia’ Category

Il mio primo libro fotografico, Glimpses, è appena stato pubblicato ed è disponibile per la vendita.
È stampato su richiesta su carta fotografica di alta qualità (“bookstore quality”) ed è disponibile in tre versioni: copertina morbida, copertina rigida con sovraccoperta e copertina rigida stampata. Il libro contiene oltre 100 mie immagini.
Sul sito è disponibile un’anteprima di una decina di pagine. Dategli un’occhiata, passate parola e se vi interessa… sapete cosa fare. 😉

Per informazioni, cliccate qui!

Read Full Post »

Su Flusso di coscienza ho pubblicato un post corredato da video riguardante della strana acqua che oggi sgorgava dai rubinetti di casa mia.

Read Full Post »

[18:26:56] Jollino says: i try to base my points of view on verifiable facts
[18:27:25] Jollino says: i try to be analytical about things, and to be able to reproduce and prove them
[18:27:36] Jollino says: (no wonder i’m an atheist 🙂 )
[18:28:01] Adriana says: i know..that’s a sad thing really
[18:28:06] Jollino says: what’s sad?
[18:28:17] Adriana says: that we don’t have any solid proof
[18:28:23] Jollino says: for what?
[18:29:11] Adriana says: of gods existence
[18:30:17] Jollino says: i leave that duty to those who feel like they need a god *shrug* i don’t, and i have no proofs that deities exist altogether, so i go on with my own life (for which i have proofs)
[18:30:57] Adriana says: are you serious..i am shocked
[18:31:13] Jollino says: why are you?
[18:31:18] Adriana says: so i guess we just die then
[18:31:21] Adriana says: and that’s that
[18:31:40] Jollino says: well, technically it’s not just that. your body decomposes.
[18:31:41] Adriana says: lol that’s depressing
[18:31:49] Jollino says: no, it’s merely natural.
[18:32:06] Adriana says: i’d like to keep faith
[18:32:55] Jollino says: i’m simply stating my point of view, you are obviously free to keep your own faith
[18:33:21] Jollino says: philosophical divergences are what makes us grow

Read Full Post »

Non capisco che senso abbia avere dei blog “personali” in cui si parlano di cose senza che nessuno capisca niente. Se vuoi dire la tua dilla, se vuoi postare dei log pòstali, ma blaterare a caso in maniera incomprensibile mi pare francamente inutile. Che si tenessero dei diarî su carta o in un file sui loro computer, tanto nessuno ci capisce niente!

Va bene, uno magari tiene un diario online e lo tiene pubblico perché è esibizionista o perché lancia messaggi, e questo ha pure un suo senso. Ma perché tanta gente ha blog criptici, che non hanno capo né coda, in cui i post sembrano tanto profondi ma poi, scava scava, è solo una voglia insulsa di scrivere e farsi i fighi senza esserne capaci?
Il semplice fatto di avere la possibilità di scrivere non significa saperlo fare: il fatto che so cambiare una spina a un elettrodomestico, costruirmi una prolunga o progettare un piccolo circuito che fa lampeggiare un LED in base alla musica che esce da uno stereo (ok non lo so fare ancora ma ci sto lavorando) non fa di me un elettrotecnico.

Direi che la palma d’oro se la spartiscono i blog delle quattordicenni depresse — quelle che arrivano a firmarsi con cose tipo “Insicura ’92” — e questi neoinchiostratori da strapazzo, novelli ermetisti incapaci scrivono, scrivono, scrivono e alla fine non hanno detto niente.
La cosa paradossale è che quelli che rispondono con i commenti fanno finta di capire e di compatire, spinti da una ipotetica quanto ipocrita empatia.

È come la “neotopografia”, Visnù ce ne scampi (Visnù è la divinità del giorno): un movimento artistico-fotografico con un manifesto a dir poco delirante. Immagini “urbane” possono essere artistiche, non lo metto in dubbio e ne ho create anch’io, ma mitizzarle mi pare quanto meno eccessivo, perché si corre il rischio concreto che chiunque prenda una macchina fotografica e si metta a fotografare discariche spacciandole per opere d’arte senza nemmeno darsi un minimo da fare.

A voler creare a tutti i costi senza mai pensare di sbagliare si arriva al punto che cose oggettivamente brutte vengano considerate belle perché gli altri le considerano belle perché gli altri le considerano belle perché gli altri le consid… all’infinito.

Speriamo sia una bolla che scoppi presto: per i diarî segreti incomprensibili c’è la cartoleria, non la blogosfera.

Read Full Post »

Ivan Scalfarotto è un candidato “indipendente” alla guida di questo nostro strano Paese.
Sembra una persona onesta, dice le cose come stanno, tiene un suo blog (spero non faccia la fine di quello di Prodi) e ha in mente di cambiare il mondo. Chi mi conosce sa che condivido l’idea che solo uno abbastanza pazzo da credere di poter cambiare il mondo può farlo davvero, quindi in questo senso è positivo.
Certo, uno magari, di ‘sti tempi, dubita: i politici sono tutti uguali, predicano bene e razzolano male, si interessano a noi solo fino a quando gli serve il nostro voto e così via. Però lui sembra onesto. Forse pure lui c’ha gli scheletri nell’armadio, forse pure lui nel curriculum si è dimenticato di qualcosa di sconveniente, chi può dirlo?
Di sicuro però è una faccia nuova, e la cosa in sé non può che essere interessante, a prescindere del colore della sua bandiera.

Una cosa che mi è piaciuta è la sua idea di separazione tra stato e chiesa (notare le minuscole per tutte e due). Una sua dichiarazione in merito:

Uno stato laico non solo non si fa dettare da nessuno l’agenda politica, ma elimina le discriminazioni fra associazioni religiose e non. Per questo proporremo che la dichiarazione dei redditi contenga una casella in più: per destinare l’8 per mille alle associazioni di volontariato non confessionali.

[Off-topic: a breve ricomincerò a scrivere su Flusso di Coscienza, che sto ristrutturando internamente. Diventerà il mio blog “serio”, e ci scriverò solo io. Posterò qui quando sarà il momento, così potrete aggiungerlo tra i feed sbranati dai vostri aggregatori RSS.]

Read Full Post »

Pensavo che finalmente la gente avesse capito che scrivere con le kappa e mangiandosi le vocali fosse da sfigati.
Avevo assistito a messaggi su forum e newsgroup in cui chi scriveva così veniva bacchettato, e avevo gioito.

E invece oggi ho notato, con sommo raccapriccio, che la mania dell’itagliano ha raggiutto vette impensabili: non solo il suono /k/ viene trascritto (inconsisentemente) con [k], non solo “cosa” diventa “cs” o “ks”, non solo “perché” diventa “xkè” o addirittura “xk'” (ics kappa apostrofo), ma addirittura “non” è diventato “n”. Non più “nn” senza la o, ma proprio “n”, una enne e basta.

La stessa cosa accade in portoghese da tempo: “não” diventa “ñ”, che fra l’altro è una lettera che in portoghese nemmeno esiste.

Vorrei sapere chi è stato il primo a scrivere “nn” al posto di “non”. Vorrei veramente saperlo. Lo impiccherei.

Che schifo, il popolo bue. Come la mania delle suonerie. Ma ne scriverò un’altra volta, ora ho sonno.

Read Full Post »

1. Assicurati che l’otturatore abbia tempi umani: una foto sottoesposta si può migliorare, una foto mossa no.
2. Non esagerare con lo zoom se l’obiettivo diventa sempre meno veloce: hai 8 megapixel, puoi sempre ritagliare in seguito.
3. Se sei di fretta, lascia perdere il bilanciamento personalizzato: quello automatico non sarà neutro, ma di solito mostra l’immagine coi colori reali.
4. Se la messa a fuoco è difficoltosa, prova con la messa a fuoco manuale.
5. Se c’è poca o pochissima luce, controlla sempre l’apertura del diaframma: a volte la macchina non seleziona quella massima, ma quella immediatamente dopo. Mezzo stop può fare la differenza.
6. Tra iso 800 con tempi forse lenti e iso 1600 con tempi sicuramente accettabili, meglio iso 1600: se le foto sono troppo rumorose puoi sempre trasformarle in bianco e nero e dire che era un effetto intenzionale.
7. Non ti fidare del monitor della macchina per quanto riguarda la messa a fuoco. Non ti fidare mai.
8. Se devi usare il flash, usa iso 100. Una foto col flash rumorosa è orrenda.
9. Non stare a mettere e togliere il tappo dall’obiettivo: mettilo in tasca all’inizio, e rimettilo sull’obiettivo solo quando hai finito. Accendere la macchina porta via due decimi di secondo, togliere il tappo e metterlo in tasca almeno due o tre secondi. Per la protezione dell’obiettivo è meglio un filtro UV o un filtro “clear”.
10. Prima di rimettere la macchina a posto, riporta tutte le impostazioni nella loro situazione neutra: la prossima volta, se vedrai una scena imperdibile senza avere il tempo di impostare tutto da una configurazione troppo particolare, eviterai di ottenere foto schifide.

Read Full Post »

Older Posts »