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Archive for the ‘Sfoghi’ Category

Ciao, nonno

Non scrivo mai di cose private, ma stavolta devo farlo perché ho bisogno di sfogarmi.
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From: Jollino <jollino@levaquesto.sogno.net>
Newsgroups: alt.fan.fratellibros
Subject: cercasi lourdes
Message-ID: <jollino-B1E076.01375504122007@news.tin.it>

mesi fa compro un dvd recorder con hard disk: i dvd che produce sono
perfetti sui lettori da tavolo ma sui miei due mac danno errore di i/o.
lo riporto nel punto vendita della grande catena e ne prendo uno uguale:
stesso problema. mi fanno storie perché “è il mio computer” ma li
convinco a riprenderselo indietro e ne prendo uno di un’altra marca, più
costosa, che però funziona una meraviglia

un mesetto fa compro un masterizzatore usb per il lightscribe: lo monto
e non mi prende i dischi, in pratica non girano. lo riporto nel punto
vendita di un’altra grande catena e il tizio mi fa “ma manca il supporto
verticale” e quasi non mi crede quando dico che non c’era proprio. alla
mia acuta osservazione “scusa ma anche volendo che cavolo ci faccio con
un supporto di plastica se il masterizzatore e tutto il resto te li ho
riportarti?” si rende conto che in effetti la sua tesi non sta in piedi.
ne prendo un altro uguale e funziona e c’è pure il supporto, che ho
lasciato nella scatola ma che prima o poi porto al tizio dell’assistenza
postvendita della suddetta catena visto che era appassionato

cinque giorni fa compro una stampante-fax-copiatrice-memorycard-scanner
in sostituzione della stampante-copiatrice-memorycard-scanner che aveva
come unico difetto quello di non avere il fax e che ho allegramente
venduto a mio zio che la cercava e ci siamo messi d’accordo evviva
evviva. torno a casa dalla stesso punto vendita della stessa grande
catena del dvd recoder con una stampante della stessa marca e della
stessa serie di quella che ho venduto a mio zio, in pratica è uguale ma
in più ha il fax ed è di colore grigio scuro, antracite penso si chiami,
mentre l’altra era grigio chiaro, grigio chiaro penso si chiami.
stampare stampa, scannare scanna, copiare copia, faxare faxa. tutto bene
a parte che l’orario curiosamente va indietro anche se lo rimetto
giusto, ma non ci faccio granché caso perché mando tipo un fax ogni due
mesi ultimamente quindi posso pure rimetterlo prima di mandare. però
oggi pomeriggio mi viene voglia di scattare un po’ di foto e prima
mentre aspetto l’acqua calda per farmi la doccia metto la CF
nell’apposito buco e premo importa in iphoto. mi faccio una doccia
veloce, dove veloce sta per meno di venti minuti, e scopro che è ancora
a importare. dopo qualche minuto finalmente finisce e mi rendo conto che
è un po’ strano che via usb2 ci abbia messo venti minuti per copiare
cinquanta mega scarsi, ma lascio perdere, magari è un difetto di
progettazione e non vale la pena incazzarsici tanto ho un vecchio
lettore usb2 a parte, certo devo comprarmi un altro hub perché questi
due che ho li ho riempiti di prese usb ma non importa. poi però metto la
scheda SD dell’altra macchina fotografica e non si accende nemmeno il
led della zona memory card, e mi cominciano a venire delle crisi
d’ansia, ma possibile che ogni volta che compro qualcosa non deve
funzionare subito? e il dvd recorder, e il masterizzatore, e la
stampante, e l’imac che cigola e che comincia ad avere delle macchie
agli angoli del display, e uno switch che ogni tanto si rincoglionisce e
mi riempie la rete di merda e devo staccarlo e riattaccarlo sennò mi
blocca tutto il resto, e il rivenditore wind che mi voleva rubare dieci
euro dando la colpa a wind che non attivava la scheda, e le poste che mi
si sono imboscate un cd dall’inghilterra che il negozio mi ha detto “ci
sembra strano che non ti sia ancora arrivato, è un mese che te l’abbiamo
spedito” e io gli ho risposto che mi sembra di essere fantozzi con la
nuvoletta ma mi sa che non hanno capito perché loro hanno mister bean
che più che sfigato è un bastardo quindi le cose non gli vanno tanto
male. certo, in fin dei conti queste sono delle gigantesche cavolate
rispetto a cose ben più serie, come ho potuto purtroppo constatare
personalmente, ma resta il fatto che è frustrante spendere soldi per
cose che poi non funzionano come dovrebbero e dover pure quasi litigare
per farsele cambiare…

Jollino
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Non capisco che senso abbia avere dei blog “personali” in cui si parlano di cose senza che nessuno capisca niente. Se vuoi dire la tua dilla, se vuoi postare dei log pòstali, ma blaterare a caso in maniera incomprensibile mi pare francamente inutile. Che si tenessero dei diarî su carta o in un file sui loro computer, tanto nessuno ci capisce niente!

Va bene, uno magari tiene un diario online e lo tiene pubblico perché è esibizionista o perché lancia messaggi, e questo ha pure un suo senso. Ma perché tanta gente ha blog criptici, che non hanno capo né coda, in cui i post sembrano tanto profondi ma poi, scava scava, è solo una voglia insulsa di scrivere e farsi i fighi senza esserne capaci?
Il semplice fatto di avere la possibilità di scrivere non significa saperlo fare: il fatto che so cambiare una spina a un elettrodomestico, costruirmi una prolunga o progettare un piccolo circuito che fa lampeggiare un LED in base alla musica che esce da uno stereo (ok non lo so fare ancora ma ci sto lavorando) non fa di me un elettrotecnico.

Direi che la palma d’oro se la spartiscono i blog delle quattordicenni depresse — quelle che arrivano a firmarsi con cose tipo “Insicura ’92” — e questi neoinchiostratori da strapazzo, novelli ermetisti incapaci scrivono, scrivono, scrivono e alla fine non hanno detto niente.
La cosa paradossale è che quelli che rispondono con i commenti fanno finta di capire e di compatire, spinti da una ipotetica quanto ipocrita empatia.

È come la “neotopografia”, Visnù ce ne scampi (Visnù è la divinità del giorno): un movimento artistico-fotografico con un manifesto a dir poco delirante. Immagini “urbane” possono essere artistiche, non lo metto in dubbio e ne ho create anch’io, ma mitizzarle mi pare quanto meno eccessivo, perché si corre il rischio concreto che chiunque prenda una macchina fotografica e si metta a fotografare discariche spacciandole per opere d’arte senza nemmeno darsi un minimo da fare.

A voler creare a tutti i costi senza mai pensare di sbagliare si arriva al punto che cose oggettivamente brutte vengano considerate belle perché gli altri le considerano belle perché gli altri le considerano belle perché gli altri le consid… all’infinito.

Speriamo sia una bolla che scoppi presto: per i diarî segreti incomprensibili c’è la cartoleria, non la blogosfera.

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Oggi è il mio ventiduesimo compleanno. Ho avuto i parenti casa ed è stata una bella giornata, salvo uno sclero del mio cuginetto minore Mattia ma si sa, i bambini ogni tanto hanno delle crisi.

Tralasciando l’aspetto futile del compleanno (i regali) — benché ne abbia ricevuto uno che desideravo senza che chi me l’ha fatto lo sapesse, cosa che mi ha reso felice — ho pensato di stilare una lista delle persone a cui tengo e del relativo orario di auguri, non per averne una classifica (uno può avere imprevisti e farli di sera) ma semplicemente per tener traccia di chi si è fatto sentire e chi no. Certo, potrei farlo in ordine alfabetico, ma l’ho fatto in ordine di tempo e basta.

Ripeto: queste sono le persone con cui sono in contatto più costantemente e che si sono fatte sentire.

00:08 – Robertina (sms + suo blog)
00:44 – Torquemada (aim)
00:47 – Maramao (aim)
01:14 – Stan (irc)
01:14 – Alan (irc)
02:09 – Caitlin (email + myspace)
03:13 – Tear (sms)
07:00 – Rosie (sms… dagli USA)
08:53 – Brittany (myspace)
09:43 – Yvonne (msn + yahoo + myspace)
09:58 – Anahí (yahoo)
10:08 – kral (aim)
10:36 – Julie (yahoo)
11:01 – Kurt-ola (sms)
16:40 – DarkSin (irc)
16:59 – Stefy85 (sms)
18:03 – Pierpaolo (telefonata)
19:07 – Alyssa (myspace)
19:11 – Felicia (aim)
21:15 – Paige (aim)
21:57 – Wiebusch (aim)
22:18 – Mornilf (irc)
22:33 – laure3 & eagle1 (irc)
22:41 – Alice M. & Marco P. (skype)
22:56 – Nana (msn)

Qualcuno all’appello manca e non me l’aspettavo, ma ormai l’ho capito, il mondo non è affatto perfetto e la gente è strana, lo dicevano pure i Doors. Solo che superata una certa soglia anche eventuali (e soprattutto improbabili) giustificazioni diventano una presa per il culo. E non è un sinonimo della famosa “adsl anale” di cui si parlava qui qualche giorno fa.

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Senso di colpa

Non leggete se avete in programma di rompere le scatole Applicherò censura sui commenti. Non me ne frega niente se pensate che io sia un despota.
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Il Cuore /2

Oggi ci siamo sentiti al telefono. Cinquantanove minuti e qualcosa.
Mi hai raccontato com’è andata, di come tu stessa sei rimasta sorpresa e sospesa da quanto è successo. Sembravi dubbiosa, forse un po’ insicura.
Mi hai raccontato di come sia stata in fondo una cosa innocente, anche se il contesto era da fiaba.
Poi a un certo punto hai riso raccontandomi di quello che vi siete detti. Eri felice. E io ti ho ripetuto che spero solo che tu non soffra. Se lui ti dà felicità, ben venga. Lo sai che è tutto quello che io spero per te.
Lo ammetto, forse sono un po’ geloso. Non di quello che forse finalmente c’è tra voi due, quanto delle sensazioni che mi hai descritto. Perché hai ragione, vorrei viverle anch’io, ma non riesco a superare il muro di razionalità che mi sono autocostruito, ma non voglio soffrire più. E in queste cose prima o poi si soffre. Sai come la penso.
Chissà se lui si è fatto sentire.
Te lo ripeto ancora, a costo di essere noioso: spero che tu non soffra, che vada bene o che vada male.
E vorrei poter fare di più per te.
Ma non posso fare altro che volerti bene.

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Il Cuore /1

Non ricevo mai sms dal nulla, a volte me ne arriva qualcuno in risposta ai miei, ma non sempre. Quando mi arriva un sms dal nulla di solito è una notifica della carta di credito.
Stamattina mi è arrivato un sms dal nulla. E non era una buona notizia.
Anzi, dipende dai punti di vista.
Ma io credo che non sia una buona notizia.
Si fa molta fatica a usare la ragione su cose a cui è interessato anche il cuore, si sa. Ed è facile mandare all’aria mesi di lavoro con la ragione per un attimo in cui il cuore decide di saltare su un tappeto elastico perché capita l’occasione. Il problema è che il tappeto elastico in questione è sempre minuscolo e dopo il primo salto si cade quasi sempre fuori. Sul cemento. Armato.
E in quel momento io non so cosa dire.
Dovevi pensarci prima? No, perché in quei casi non si pensa. Non si può pensare. Carpe diem, e a ragione anche.
Spero che vada tutto bene? Fin troppo lapalissiano, una frase che per quanto sincera diventa inutilmente di circostanza.
Cosa succederà ora? Questo l’ho chiesto, ma già sapevo la risposta. La stessa che avrei dato io, per altro. Non lo so.
Cosa ci trovi in quella persona, se sai che tipo è? Non te l’ho chiesto, perché la risposta la so. Perché su queste cose non si ragiona, queste cose si vivono e basta. E c’è sempre un granellino di speranza da qualche parte. Che poi è quello che causa danni enormi. Se fosse possibile decidere razionalmente che non vale la pena visti i presupposti, sarebbe tutto più semplice. Ma forse più asettico. Un po’ come succede a me. A volte io ho paura di non essere più in grado di provarle, certe cose.
Io vorrei fare qualcosa per te. Non so cosa è giusto per te, ma vorrei fare qualcosa. Ma vorrei che tu non soffra, solo questo. Non te lo meriti e hai già sofferto abbastanza per questa storia. Se potessi me lo prenderei io il dolore per permetterti di provare a vedere come va, ma non posso. Non ho neppure la bacchetta magica che risolve queste situazioni, ma se ce l’avessi la darei a te. Davvero.
Sono sicuro che scriverai un post criptico sul tuo blog nei prossimi giorni, per una volta ti anticipo. E per una volta torno a scrivere cose serie su un blog ormai inutile, votato allo scempio.
Ma so che non hai molto tempo e non voglio dilungarmi troppo.
Sappi che ti voglio bene.

take away my pain
   let the cold inside
it’s time to let it rain
   there’s nothing left to hide
take away my pain
   I’m not frightened anymore
I’m learning to survive
   without you in my life
      till you come knocking at my door

EDIT: questo post l’ho scritto alle 12:50, prima della telefonata del pomeriggio.

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